Ci sembra corretto pubblicare un chiarimento rispetto a un passaggio dell’articolo _Il cuore del tema rifiuti oltre lo scontro tra fazioni_, nello specifico circa la considerazione per cui “la giunta Tesei diede il via all’aumento della volumetria [delle discariche], anche per Le Crete”.
 
Analizzando la deliberazione della giunta regionale nella seduta del 5 genaio 2022 si legge con chiarezza come venga disposta 
“l’estensione della capacità residua delle volumetrie delle discariche strategiche regionali per ulteriori 1.000.000 m³, oltre un 20% complessivo”.
 
Gli impianti individuati come strategici per la regione sono tre: Belladanza (Città di Castello), Borgogiglione (Magione) e Le Crete (Orvieto).
 
Di seguito le volumetrie residue per ogni discarica al 31-12-2021 e le rispettive stime dei tempi di esaurimento:
 
– Belladanza (Comune Città di Castello) – Disponibilità di circa 15.000 m3 – previsione di
completamento a giungo 2022
 
– Borgogiglione (Comune Magione) -Disponibilità di circa 115.000 m3 -previsione di
completamento a giugno 2023
 
– Le Crete (Comune Orvieto) – Disponibilità di circa 410.000 m3 – *previsione di completamento a dicembre 2025*.
 
Sulla base dei suddetti numeri la delibera specifica come:
 
“per la discarica di Le Crete, considerando l’attuale disponibilità di volumetria autorizzata e la maggiore capacità rispetto agli altri due impianti, eventuali riprofilature [ndr ampliamenti] potranno essere valutate successivamente.”
 
Ricordando al tempo stesso come:
 
“*La quantità complessiva calcolata deve essere ripartita sui tre impianti di discarica di bacino* in funzione della sostenibilità tecnica ed autorizzabile.”
 
Veniamo dunque alla quantità complessiva calcolata su cui si basa la nostra considerazione per cui già la deliberazione della giunta Tesei si configura _de facto_ come anticipatrice dell’ampliamento della discarica orvietana.
 
Il documento istruttorio descrive tre possibili scenari di ampliamento: 
 
“le tre differenti simulazioni forniscono un fabbisogno volumetrico di discarica totale aggiuntivo rispetto a quanto oggi [ndr 31/12/21] disponibile sugli impianti di bacino, variabile tra 1.200.000 m3 e 1.000.000 m3” 
e
“Rispetto al volume complessivo calcolato, gli ulteriori spazi autorizzabili per le discariche potranno avere un margine di incremento del 20% per dare risposta anche ai flussi di rifiuti speciali conferiti agli impianti in coerenza con quanto prescritto dalla pianificazione regionale.”
 
Dal momento in cui le istanze di ampliamento presentate dai tre gestori delle discariche riportano le seguenti volumetrie:
Discarica di Belladanza :
circa 300.000 m3
 
Discarica di Borgogiglione:
circa 700.000 m3
 
Discarica Le Crete:
circa 500.000 m3
 
 
Appare evidente – numeri della delibera alla mano – come le due discariche di Belladanza e Borgogiglione messe insieme (su cui peraltro ad oggi già sono stati effettuati gli ampliamenti previsti) non riescano a rispondere al fabbisogno indicato dai tre scenari, nemmeno nella simulazione più ottimistica, considerato il conteggio dell’ulteriore margine del 20% necessario a dare risposta ai flussi di rifiuti speciali.
Da ciò si evince come il documento preveda implicitamente l’ampliamento della discarica, pur richiamando a una futura valutazione dello stesso e non predisponendo la profilatura in tempi celeri,  come per le altre due discariche strategiche.
 
In ultima analisi ci sembra onesto affermare come, viste le capacità residue delle discariche e i suddetti fabbisogni di smaltimento stimati, indipendentemente dalla realizzazione di un termovalorizzatore (misura auspicata da Nova) la discarica Le Crete appare destinata ad ampliamento. 
Affermare il contrario, da una parte e dall’altra degli schieramenti partitici, significa voler ignorare i dati.
 
La visione di Nova insiste sul dimensionamento dei progetti di nuovi impianti rispetto al contesto paesaggistico, storico e ambientale dei territori (si tratti di rinnovabili, discariche, grandi infrastrutture): in quest’ottica la vera sfida è quella di riconoscere a livello regionale come Orvieto abbia già offerto il proprio cospicuo contributo in termini di smaltimento di rifiuti e sia opportuno distribuire il carico attraverso la realizzazione di impianti in altri comuni.
Ad ogni modo – precisiamo ulteriormente – in una prospettiva di medio-lungo periodo l’aumento ipertrofico delle discariche rimarrà una costante inevitabile senza il ricorso alla termovalorizzazione.

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