Amministrazione partecipata e digitalizzazione

Le seguenti aree di sviluppo sono frutto di un lavoro collettivo e condiviso: rappresentano la base da cui vogliamo partire per confrontarci con la cittadinanza.
Non si tratta di un programma definitivo e chiuso, ma dell’oggetto intorno al quale ci piacerebbe orientare ogni dialogo e incontro nelle prossime settimane.

Amministrazione partecipata e digitalizzazione

Ancora non esistono veri e propri strumenti di coinvolgimento politico della cittadinanza. 

I siti istituzionali appaiono carenti rispetto a coerenza grafica, usabilità, funzionalità partecipative per la cittadinanza, risorse digitali e reperimento di informazioni. Non del tutto organica e fluida risulta, inoltre, la comunicazione e la collaborazione tra i vari rami dell’amministrazione comunale. Non emerge la presenza di un vero piano strategico, unitario e di ampia visione, nella gestione dei rapporti con la Regione e con società private presenti nel territorio.

Dove vogliamo andare: i nostri obiettivi
  1. Concretizzare percorsi di amministrazione condivisa. Incentivare tutti quei processi utili a rendere la cittadinanza consapevole, informata e attiva affinché possa fare proposte, partecipare alle decisioni, gestire beni comuni, monitorare e valutare l’attuazione di politiche pubbliche grazie sia a tradizionali che a nuovi strumenti di democrazia partecipativa.

  2. Investire nella digitalizzazione e nello sviluppo tecnologico secondo una visione di lungo termine finalizzata a snellire le procedure amministrative e fondata su principi di trasparenza, innovazione ed efficienza.
     
  3. Facilitare l’accesso ai servizi da parte della cittadinanza, così come il reperimento delle informazioni utili tramite un utilizzo semplificato dei canali digitali istituzionali. 

  4. Curare e intensificare i rapporti con le istituzioni regionali, con comuni dell’area interna, della zona sociale e con tutte le realtà aperte a pratiche virtuose di amministrazione condivisa. Rinsaldare o aprire canali di collaborazione con società private e associazioni del territorio.
  • Dar vita a periodiche assemblee di cittadine e cittadini, divise per specifiche aree territoriali, atte a interagire con l’amministrazione, discutere e presentare richieste, valutare l’operato politico.
  • Stipulare patti di collaborazione per concretizzare la partecipazione della cittadinanza attiva (abitanti, gruppi informali, associazioni) nella cura di beni comuni materiali e immateriali.
  • Rinnovare i siti istituzionali.
  • Implementare e promuovere l’utilizzo di software di analisi dati tra i vari uffici comunali.
  • Pubblicare periodici report per informare i cittadini sull’operato del comune. 
  • Creare una piattaforma unica comunale per la comunicazione comune-cittadini.
  • Potenziare la digitalizzazione dei servizi pubblici.
  • Creare tavole rotonde per lo sviluppo di progetti anche con società private.
  • Definire un progetto chiaro di collaborazione con differenti istituzioni pubbliche.
  • Istituire bandi periodici per finanziare progetti per lo sviluppo agricolo, artigiano, artistico e culturale.

Ambiente, territorio e sostenibilità

Negli ultimi anni il comprensorio orvietano è stato preso d’assalto da progetti speculativi ad alto impatto ambientale: ettari ed ettari di monocolture intensive, di fotovoltaico a terra a discapito di suolo agricolo, di mega impianti eolici con massiccia impronta ecologica. 

Non esiste un progetto concreto per la diffusione e il sostegno di buone pratiche agricole, ben integrate nell’ecosistema, così come appare scarsamente valorizzata la filiera della produzione a km 0 e poco facilitato l’incontro tra produttori locali e consumatori. Risultano appena battuti dei percorsi di sensibilizzazione della collettività rispetto a tematiche ambientali e al valore dell’economia circolare.

Dove vogliamo andare: i nostri obiettivi
  1. Sviluppare progetti sulle energie rinnovabili che siano dimensionati rispetto al contesto storico, paesaggistico e ambientale del territorio, per incentivare un sistema energetico più sostenibile e partecipativo e contrastare i macro progetti industriali basati su logiche estrattive e speculative.

  2. Tutelare il paesaggio e la biodiversità: promuovere una politica agricola sostenibile che supporti la produzione a km 0, attivi una rete virtuosa all’interno della filiera locale, favorisca l’accesso alla terra e sposi una gestione integrata e resiliente del territorio.
     
  3. Sostenere percorsi di sensibilizzazione alla sostenibilità e di educazione al pensiero ecologico, per stimolare, soprattutto nelle nuove generazioni, senso critico e consapevolezza rispetto alle criticità ambientali presenti sul territorio e a livello globale.

  4. Adottare strategie di autentica economia circolare che trovino applicazione concreta nell’ambito delle “4 R” (Ridurre, Riusare, Riparare, Riciclare), vere e proprie risorse per il territorio.
  • Realizzare una comunità energetica sostenibile per la produzione, lo scambio, l’accumulo e la cessione di energia rinnovabile ai fini dell’autoconsumo.
  • Creare una rete visibile ed efficace che raccordi e sostenga aziende e agricoltori locali.
  • Incentivare gruppi di acquisto solidali.
  • Costituire sul territorio spazi fissi di vendita, incontro e confronto per gli agricoltori.
  • Inserire il territorio orvietano all’interno del Registro Nazionale dei paesaggi rurali tradizionali e valorizzare coltivazioni e conoscenze ad essi legate.
  • Censire tutti i beni agricoli e forestali del comune per riuscire a valorizzarli all’interno di progetti di sviluppo che promuovano, tra l’altro, l’accesso alla terra alle nuove generazioni. 
  • Stimolare il modello delle CSA (Community Supported Agriculture), quindi una relazione diretta di partenariato tra uno o più agricoltori ed una comunità di sostenitori/consumatori uniti tra loro in rete.
  • Aderire alla Rete europea delle città libere da pesticidi.
  • Consolidare i rapporti con l’autorità di bacino e altri enti impegnati nella gestione e nel monitoraggio delle emergenze climatiche e degli ecosistemi.
  • Promuovere l’adozione di menù a basso impatto ambientale, possibilmente a km 0, nelle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado.
  • Dar vita a campagne cadenzate di educazione ambientale per tutti gli istituti, con il coinvolgimento di realtà e aziende impegnate in pratiche agricole e produzioni sostenibili.
  • Sostegno ad un’attività di rete tra le diverse associazioni impegnate nella tutela del territorio, con supporto per il reperimento di finanziamenti europei.
  • Istituire le giornate della riparazione, destinate all’educazione al riuso, al riparo e al riciclo attraverso laboratori guidati da tecnici e volontari.
  • Far nascere un FabLab: uno spazio destinato all’economia circolare, in grado di veicolare informazioni, cooperare per la riparazione di oggetti, accogliere esperienze artistiche per la valorizzazione dell’usato e del rifiuto.

Economia e bilancio

Il sistema di reperimento fondi pubblici, sia nazionali che europei, riscontra carenza di personale e know how, non permettendo, dunque, di sfruttare a pieno le risorse economiche messe a disposizione a vari livelli. Inoltre, allo stato odierno, il comune non coglie interamente il potenziale offerto da forme di finanza alternativa, ovvero di operazioni al di fuori del circuito bancario, precludendo all’amministrazione la possibilità di ottenere fondi esterni al sistema tradizionale.

Ad oggi la maggior parte dei servizi pubblici di semplice gestione sono esternalizzati con un sistema di appalto che segue la logica, per il lato appaltatore, del minor costo e del massimo profitto. Il comune, infine, non dispone di una mappatura chiara e trasparente degli asset patrimoniali.

Dove vogliamo andare: i nostri obiettivi
  1. Rafforzare il sistema di raccolta dei fondi pubblici dotandolo di adeguate strutture e competenze sia progettuali che attuative.

  2. Internalizzare alcuni servizi pubblici di facile gestione e ottimizzare le linee costo-ricavo, abbattendo il più possibile gli sprechi.
     
  3. Ricorrere a forme di finanza alternativa per potenziare il flusso di risorse economiche a disposizione del comune e favorire lo sviluppo di iniziative e progetti di pubblica utilità.

  4. Razionalizzare le risorse di bilancio tramite lo studio analitico dei rispettivi asset (attivi e passivi) così da offrire un quadro chiaro e funzionale, quindi ottimizzare le risorse e mettere la cittadinanza in grado di dialogare con le scelte dell’amministrazione.
  • Dar vita a un ufficio gare dedicato all’europrogettazione tramite una società privata a controllo pubblico in partenariato con un soggetto qualificato. 
  • Mettere a disposizione i servizi della suddetta società anche al tessuto imprenditoriale locale.
  • Creazione di una società privata a controllo pubblico per internalizzare
    • la gestione degli attrattori artistici e culturali in collaborazione col personale interno e le associazioni locali.
    • la gestione delle sanzioni amministrative del codice della strada con l’utilizzo del personale interno e l’acquisto in licenza del software di gestione.
  • Utilizzare il sistema del crowdfunding per il lancio di campagne di raccolta fondi.
  • Programmare il collocamento di un “certificato di deposito comunale” riservato ai soli cittadini con la finalità di canalizzare il risparmio privato verso progetti di utilità collettiva all’interno del comune.
  • Intensificare il dialogo con l’imprenditoria locale per sovvenzionare specifici progetti di interesse pubblico.
  • Collocare NFTs (non-fungible token, gettoni non fungibili) riguardanti il patrimonio artistico e culturale di proprietà.
  • Gestire il debito tramite il report Analisi Centrale Rischi della Banca d’Italia con lo scopo di una sua rinegoziazione ove possibile.
  • Ottimizzare la tesoreria a seguito di un’analisi comparata dei vari istituti tesorieri presenti sul mercato.
  • Analizzare, tramite appositi software, gli asset immobiliari e i crediti per razionalizzare la mappatura degli stessi e gestirli al meglio.
  • Praticare politiche di bilancio partecipato intese sia come strumento di rendicontazione sociale, con occasioni di informazione rivolte alla cittadinanza, sia come incontri pubblici in cui condividere scelte sulla destinazione di alcune risorse di bilancio.

Lavoro e sviluppo economico

Il tessuto imprenditoriale appare poco connesso, ne consegue una filiera economica locale debole e il ricorso a clienti e fornitori al di fuori dell’ecosistema locale anche per prodotti e servizi reperibili direttamente sul territorio. L’offerta di lavoro risulta scarseggiare, peraltro debolmente attratta dalla domanda locale.  

Il comune, con un’età media tra le più alte d’Italia, assiste a un trend demografico fortemente negativo, nel quale lo spopolamento relativo alla fascia più giovane sembra in buona parte imputabile alla carenza di opportunità di formazione e di lavoro qualificato.

Dove vogliamo andare: i nostri obiettivi
  1. Incentivare l’economia di rete tramite l’aggregazione di imprese per rafforzare la cooperazione di filiera e sviluppare sinergie produttive, tecnologiche e commerciali. Sostenere la nascita di un marchio Orvieto per i prodotti locali, sia agricoli che artigianali.

  2. Promuovere il territorio orvietano quale luogo di residenza con alto indice di qualità della vita, rendendolo più accogliente e attrattivo sia per singoli lavoratori e lavoratrici che per famiglie intenzionate a spostarsi dai grandi centri urbani.
     
  3. Facilitare l’accesso sia a informazioni, servizi, e opportunità formative e lavorative sul territorio, sia a finanziamenti e investimenti nell’ambito dell’innovazione.
     
  4. Stimolare iniziative nel campo dell’imprenditoria giovanile.
  • Sviluppare un portale online con tre sezioni:
    • Fornitori-Clienti dedicata all’utilizzo e al rafforzamento della filiera locale interna.
    • Risorse umane come spazio per facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.
    • Vetrina commerciale per favorire la vendita di prodotti locali.
  • Promuovere il collocamento del primo Basket Bond “Filiera Orvieto”, uno strumento di debito privato, sottoscritto da investitori qualificati diversi dalle banche, al fine di rendere accessibili alle imprese forme di finanziamento alternative.  
  • Sensibilizzare grandi aziende ed enti pubblici presenti nelle città geograficamente prossime rispetto al tema del welfare aziendale al fine di ottenere il loro supporto nella creazione di progetti di lavoro da remoto e favorire la residenza a Orvieto dei dipendenti. 
  • Contrastare l’emorragia demografica attraverso incentivi e agevolazioni fiscali per coloro che intendono stabilire la propria residenza nel comune.
  • Mettere a disposizione strutture pubbliche per realizzare spazi di lavoro condivisi.
  • Implementare ed efficientare servizi per l’impiego capaci di comunicare capillarmente e avvicinare l’offerta di lavoro alle opportunità formative e occupazionali sul territorio.
  • Dar vita a un incubatore rivolto alle startup innovative per attirare imprenditoria giovanile mettendo a disposizione spazi di lavoro, strumenti, servizi e misure specifiche di defiscalizzazione.
  • Alimentare la proposta formativa tramite la realizzazione di un distaccamento universitario.

Benessere, prevenzione e salute

Le caratteristiche demografiche e i dati epidemiologici mettono in risalto che i bisogni assistenziali nel territorio sono legati principalmente alla cronicità.

Non sembra opportunamente diffusa la coscienza del ruolo che ogni cittadino riveste nel concorrere ad una prevenzione efficace e di qualità. A livello generale si rileva scarsa consapevolezza dell’incidenza della cultura di uno stile di vita sano, adottato fin dall’infanzia, sul benessere psicofisico e sull’aspettativa di vita libera da malattia.

Mancano sul territorio strutture di cura intermedie quali Residenze Protette e Hospice per prestazioni assistenziali di cure palliative, nonché di centri semiresidenziali.

A causa della mancanza di personale e di risorse opportune si riscontra difficoltà ad effettuare prestazioni specialistiche, anche di primo livello, entro i tempi congrui e vicino al proprio domicilio.

La dimensione del benessere animale appare sottovalutata e scarsamente innestata su un discorso più ampio di salute pubblica.

Dove vogliamo andare: i nostri obiettivi
  1. Alimentare una cultura della salute come:

    Sviluppo di una consapevolezza che rende la persona coprotagonista del proprio benessere fisico, mentale e sociale, non considerando più quest’ultimo responsabilità esclusiva del settore sanitario.

    – Risorsa collettiva che unisce dimensioni ambientali, economiche, lavorative, sociali e culturali coinvolgendo società civile, sistema scolastico, imprese e terzo settore.


    – Promozione dello sport e dell’attività fisica
    come strumento fondamentale per il mantenimento di una popolazione sana.

  2. Sostenere una cultura della prevenzione per un invecchiamento in salute che si orienti lungo tutto l’arco della vita. Sollecitare la fascia più anziana, con le proprie conoscenze e competenze, a restare attiva e coinvolta nella comunità. 

  3. Puntare su un sistema di assistenza domiciliare e di semiresidenzialità incentrato sulla persona che veda la casa come primo luogo di cura con la garanzia di un supporto costante e diretto alle famiglie, in un’ottica di accordo tra criteri di qualità di vita, efficacia e attenzione alla spesa, al fine di evitare, ove possibile, la medicalizzazione e l’ospedalizzazione dei pazienti. 

  4. Sostenere e valorizzare, tramite stretta collaborazione con la dirigenza sanitaria, l’ospedale Santa Maria della Stella come luogo primario della gestione delle acuzie e delle prestazioni specialistiche, andando a sviluppare dei percorsi di cura dei pazienti che siano il più possibile chiari e lineari. 

  5. Promuovere una cultura del rispetto degli animali, da reddito e d’affezione, sia come attenzione etica sia in riferimento all’impatto del loro benessere sulla salute umana. Unire istituzioni e azienda sanitaria in un dialogo capace di approfondire sullo stesso tavolo le connessioni tra sanità pubblica, qualità della vita animale ed ecosistema.
  • Promuovere opportune campagne di sensibilizzazione a cadenza regolare e diffuse sul territorio su temi di salute pubblica, prevenzione e corretti stili di vita, collaborando con associazioni, scuole ed enti locali.
  • Sviluppare percorsi di informazione per la cittadinanza sul funzionamento e l’importanza sociale del sistema sanitario nazionale.
  • Impegnarsi nel Progetto Città Sane promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per:
    • migliorare l’offerta dei menù scolastici in termini di qualità delle materie prime. 
    • realizzare pannelli informativi efficaci da collocare in aree pubbliche frequentate.
    • dar vita a gruppi di passeggio su tutto il comprensorio e sostenere le attività escursionistiche.
    • favorire il volontariato in ambito sanitario e la pet therapy.
    • avvicinare la fascia più anziana della popolazione a validi percorsi di socialità.
    • incoraggiare gli spostamenti a piedi, a cominciare dal raggiungimento delle scuole con la riattivazione del PEDIBUS.
  • Istituire un tavolo permanente di associazioni e società sportive in grado 
    • di monitorare con costanza le esigenze specifiche in termini di strutture, formazione e risorse per cooperare a uno sviluppo organico dell’offerta sportiva sul territorio e aumentare la percentuale di persone che ne usufruisce.
    • di elaborare una proposta condivisa di inclusione sociale attraverso lo sport e di promozione di uno stile di vita attivo in collaborazione con le scuole e i centri di aggregazione sociale.  
    • di istituire giornate di sport in piazza 
  • Riattivare Orvieto Cardioprotetta con promozione di corsi di BLS-D (manovre di primo soccorso con l’impiego di defibrillatore).
  • Garantire il mantenimento delle strutture e l’accesso ai servizi del territorio, evitando la chiusura o lo spostamento degli stessi dopo l’accorpamento dei distretti. Seguire lo sviluppo dell’ospedale di comunità col fine di integrarlo al meglio nella città. 
  • Potenziare l’assistenza integrata efficientando le prestazioni erogate dai servizi sociali del comune.
  • Proseguire e consolidare l’interlocuzione con USL Umbria 2 e Regione, coinvolgendo altri comuni umbri, al fine di:
    • ottenere un maggior numero di specialisti attivi sia all’interno dell’ospedale sia nelle strutture del distretto, dotandoli, ove necessario, di strumentazioni idonee anche per le prestazioni domiciliari.
    • Efficientare il sistema di comunicazione con i restanti centri di riferimento sia intra che extra USL, definendo e migliorando percorsi di cura e implementando il sistema di comunicazione e trasporto centro (Hub) – periferia (Spoke).
    • Sostenere l’attivazione di strutture per le cure intermedie sia residenziali (RSA e Hospice) che semiresidenziali (centri diurni).
    • Ottimizzare il servizio del cup unico regionale con l’obiettivo di garantire adeguata accessibilità alle cure all’interno del sistema sanitario nazionale.
  • Ripristinare sul territorio comunale, in collaborazione con altri comuni limitrofi, un punto di intervento sanitario dedicato al fenomeno del randagismo.
  • Valorizzare e sostenere il lavoro delle associazioni locali che si adoperano per la tutela degli animali e promuovere incontri, a vari livelli, sul tema del benessere animale.

Politiche sociali, inclusione e pari opportunità

I vari enti del terzo settore attivi sul territorio si trovano ad operare in maniera slegata, senza un processo condiviso di pianificazione e un’azione di coordinamento efficace. Il desiderio di apportare il proprio contributo sia come singoli cittadini che come associazioni non risulta adeguatamente ascoltato, valorizzato e supportato.
Mancano spazi, occasioni e progetti di ampio respiro per la fascia più giovane, così come politiche di coinvolgimento attivo per la terza età. E’ necessario veicolare maggiormente temi di forte interesse sociale e pensare in modo organico l’inclusione delle minoranze presenti nel comprensorio.

Dove vogliamo andare: i nostri obiettivi
  1. Mettere in relazione tutte le realtà che operano nel sociale per sviluppare una visione organica e a lungo termine della comunità, che costituisca la base per una progettazione condivisa e partecipata.

  2. Attivare la comunità in modo che ogni cittadino possa sentirsi parte di una collettività in cui esprimersi e offrire il proprio contributo sia come singolo che come membro di un gruppo, in uno spazio fisico e sociale partecipato capace di essere intergenerazionale, diffuso e solidale.
     
  3. Aver cura delle nuove e vecchie generazioni: da un lato offrire stimoli, opportunità, supporto ai giovani, per dargli voce e incoraggiarne il protagonismo civico; dall’altro ascoltare e promuovere l’inclusione sociale e la valorizzazione della fascia più anziana della popolazione, contrastando i processi di marginalizzazione ad essa legati.
     
  4. Rendere il comune un soggetto propulsore di percorsi di sensibilizzazione, informazione e formazione della cittadinanza in stretta collaborazione con le realtà del territorio.
     
  5. Consolidare una comunità realmente inclusiva, in grado di accogliere tutte le minoranze e offrire spazi di dialogo, crescita e condivisione. Promuovere un modello di città coesa e partecipata oltre le emarginazioni e le discriminazioni di qualsiasi genere.
  • Creazione e coordinamento di una rete degli enti del terzo settore presenti sul territorio, per individuare bisogni, criticità e soluzioni per la comunità raccolte in un’unica strategia di coprogrammazione e sviluppo sociale organica e diversificata.
  • Costituire un’equipe di figure competenti che promuova azioni di monitoraggio, ricerca e progettazione per la rete stessa. 
  • Realizzare un portale web per il sociale capace di offrire uno spazio digitale alla rete, fungere da database, garantire ampia visibilità ai suoi membri e veicolare notizie, eventi, giornate tematiche, specifiche opportunità di formazione e sviluppo.
  • Promuovere un evento annuale (Festival del Sociale) in cui gli enti del terzo settore siano i protagonisti attraverso stand, laboratori, proiezioni, dibattiti, percorsi tematici.
  • Dar vita a poli sociali-espressivi-ricreativi adeguati per le fasce di età e al tempo stesso strettamente interconnessi tra loro, direttamente partecipati e animati dalle associazioni locali, in grado di ospitare spettacoli, esperienze, corsi, incontri.
  • Realizzare una scuola diffusa, ovvero una connessione di persone, luoghi, competenze e maestranze aperta alla cittadinanza e visibile online, in un’ottica di valorizzazione di saperi e arti popolari e non. 
  • Realizzare orti sociali da assegnare in concessione d’uso gratuito per tre anni a chi ne fa richiesta tramite un bando pubblico.
  • Sviluppare e promuovere uno sportello psicologico in contesto extrascolastico, gratuito e realmente accessibile ai giovani.
  • Potenziare il progetto di peer education, estendendolo oltre l’ambito scolastico, per dar vita a un laboratorio permanente di ragazzi e ragazze, supportati da adulti, in grado di trascinare la fascia di età più giovane.
  • Lancio di progetti di incontro e apprendimento intergenerazionale, con focus sull’integrazione tra attività di centri per anziani e scuole dell’infanzia ed elementari attraverso giornate a tema, interviste, laboratori, teatro, orto condiviso.
  • Attivare un gruppo aperto di cittadini della terza età che possa volontariamente svolgere una funzione di osservazione e segnalazione delle esigenze sul territorio, favorire processi di inclusione sociale e organizzare iniziative di vario genere.
  • Implementare un valido servizio di informazione per rispondere a esigenze delle famiglie in ambito scolastico, sociale, educativo e di cura della persona anziana.
  • Valorizzare e integrare la rete di risorse a disposizione dei genitori in un’ottica di supporto a tutto tondo, monitorando costantemente le esigenze attraverso tavoli di confronto con le famiglie stesse.
  • Promuovere giornate e percorsi di formazione per genitori e ragazzi su temi come sessualità, affettività, dipendenze, mondo digitale.
  • Sostegno a progetti di informazione e contrasto al divario e alla violenza di genere.
  • Riduzione dello spreco alimentare tramite campagne di sensibilizzazione e la realizzazione di una piattaforma in grado di mettere in connessione i soggetti che generano eccedenze con punti di raccolta e distribuzione per la comunità.

Urbanistica e patrimonio

Sul territorio comunale gli spazi pubblici di aggregazione sociale risultano modesti e privi di infrastrutture che permettano ai cittadini di viverli. Il verde urbano presente risulta privo di servizi e di adeguata e costante manutenzione. Le aree periferiche sono debolmente connesse ai punti di interesse e al centro storico, a cui ha accesso quotidianamente un numero elevato di mezzi privati, da servizi di trasporto carenti. Si riscontra così, difficoltà nel reperire parcheggi e un’importante presenza di barriere architettoniche. Il patrimonio storico-artistico non è valorizzato nella sua interezza, mancando, nella città intera, anche uniformità di insegne e vetrofanie.

Dove vogliamo andare: i nostri obiettivi
  1. Connettere in maniera funzionale i territori del comune per integrare armonicamente servizi, infrastrutture ed elementi architettonici in un tessuto urbano fluido, creativo, rigenerato e coeso.

  2. Dar voce ai bisogni collettivi attraverso luoghi capaci di accogliere le dimensioni sociali della comunità, nelle prassi di tutti i giorni come negli eventi unici. Progettare e realizzare spazi pubblici attrezzati e multifunzionali da vivere in modo attivo, libero e condiviso.
     
  3. Promuovere una città nuovamente viva e popolata, dove gli elementi che la compongono siano arricchiti di un valore etico, estetico e solidale, frutto di una progettazione consapevole delle tecnologie migliori per una sostenibilità sul lungo periodo.
  • Progettare un masterplan per stabilire una strategia di intervento a lungo termine e fornire una visione di insieme che diventi punto di riferimento per lo sviluppo della progettazione dettagliata delle varie parti della città, suddivise in zone di intervento e scalari nel tempo.
    Il masterplan permette di: 
    • Definire e rafforzare le aree di connessione orizzontale dello spazio pubblico, ovvero intervenendo su strade e percorsi urbani rendendoli in questo modo un segno funzionale e sicuro.
    • Rigenerare il verde urbano e crearne di nuovo per arricchire le risorse a disposizione della comunità. 
    • Riorganizzare la mobilità, l’accessibilità e le aree a parcheggio in un’ottica di sostenibilità e funzionalità
    • Tutelare, conservare e valorizzare il patrimonio esistente favorendone la fruizione da parte della collettività.
    • Rigenerare spazi pubblici, zone periferiche, piazze e vuoti urbani per donare nuovo uso e decoro ad aree non utilizzate, dando vita a spazi collettivi e multifunzionali.
    • Prevedere, in un piano per lo sviluppo e l’integrazione di attività commerciali, ricettive e culturali, l’utilizzo di edifici esistenti dismessi, evitando in questo modo nuove costruzioni e consumo di suolo.

 

  • Aggiornare e far rispettare il regolamento per l’arredo e il decoro dell’ambiente urbano esistente per assicurare adeguati livelli qualitativi ed estetici con particolare riferimento ai beni di interesse storico, artistico, ambientale, monumentale e architettonico.
  • Ottimizzare la gestione della raccolta dei rifiuti: regolare gli orari di ritiro del porta a porta, programmare la pulizia delle aree non servite dalla macchina spazzatrice e aumentare il livello di efficienza nella differenziata con attenzione all’impatto urbano dei dispositivi di raccolta.
  • Implementare un’illuminazione del centro storico che valorizzi il tessuto architettonico della città, proponendo soluzioni che considerino sia l’aspetto dell’efficientamento energetico che quello di carattere estetico. 
  • Valorizzare e riqualificare gli spazi e gli edifici sportivi
  • Coinvolgere la cittadinanza in proposte ragionate per la riqualificazione della Caserma Piave guardando con interesse a progetti come il M.O.S.T. (Museo dei Tesori nascosti) e pensandola anche come sede di un distaccamento universitario e centro di studio e ricerca.

Mobilità e trasporti

L’utilizzo del mezzo privato per gli spostamenti ordinari sul territorio comunale appare eccessivo, fortemente connesso alla carenza del servizio di trasporto pubblico, oltre che alla mancanza di promozione di una mobilità sostenibile. Si rileva, a questo proposito, il frequente congestionamento del traffico lungo le arterie urbane.

Le aree adibite a parcheggio, specialmente nell’area del centro storico, appaiono mal ripartite, ciò non valorizza piazze e vie pedonali e non consente alla cittadinanza di usufruire degli spazi urbani in maniera adeguata.

Nonostante Orvieto si trovi lungo l’asse ferroviario Roma-Firenze, le corse dei treni utili ai pendolari per raggiungere le grandi città sono giudicate assolutamente insufficienti.
Manca, infine, un piano di lungo periodo in grado di dare risposte concrete alle necessità legate al processo di transizione elettrica cui assisteremo nel futuro prossimo.

Dove vogliamo andare: i nostri obiettivi
  1. Migliorare il sistema di mobilità pubblica all’interno del comune e con i paesi limitrofi, promuovendo il più possibile una mobilità condivisa e sostenibile a discapito di un uso eccessivo del mezzo privato.

  2. Riorganizzare la viabilità e i parcheggi, anche attraverso nuove infrastrutture, col fine di liberare dalle auto alcune aree urbane e restituirle alla cittadinanza come luoghi di attività ed incontro.
     
  3. Incentivare uno stile di vita lento, fondato su ritmi più consapevoli e naturali, favorendo gli spostamenti a piedi e in bicicletta, capaci di offrire benefici sociali, economici e ambientali alla comunità.
  • Istituire giornate dedicate per sensibilizzare al tema della mobilità sostenibile anche attraverso la collaborazione con istituti scolastici. 
  • Creare e riqualificare percorsi pedonali diretti tra scuole, centri abitati e attività commerciali per sviluppare e promuovere forme di spostamento a piedi.
  • Promuovere lo spostamento in bicicletta attraverso l’ identificazione di percorsi fruibili e sicuri
  • Attivare lo sportello pendolari per accogliere e supportare le diverse esigenze anche attraverso l’internalizzazione e la digitalizzazione del servizio.
  • Accrescere la collaborazione con comuni limitrofi per lo sviluppo di servizi di mobilità locale sostenibile che possono aiutare lo scambio e la connessione tra di essi. 
  • Ottimizzare la gestione delle aree dedicate alla sosta per l’accesso al centro storico con criteri ben definiti e differenti a seconda delle categorie di fruitori: residenti, non residenti/lavoratori e turisti.
  • Incrementare le corse dei mezzi pubblici per determinati eventi in città.
  • Potenziare la rete di colonnine di ricarica per auto elettriche con nuove installazioni nei medi e grandi parcheggi, a servizio delle attività commerciali e delle strutture nelle quali si prevede una lunga sosta.

Cultura e formazione

Il patrimonio culturale, materiale ed immateriale, di Orvieto non è del tutto valorizzato. Manca un coinvolgimento attivo dei residenti e, soprattutto, delle generazioni più giovani nella fruizione e nella programmazione culturale della città. Ciò si traduce in una progettazione priva di una chiara visione che dimentica di abbracciare con maggiore convinzione le istanze che emergono dalla società contemporanea. 

Nonostante la presenza di numerose realtà sul territorio, Orvieto fatica a ritagliarsi un ruolo di rilievo nel panorama della produzione culturale. Manca una sistematica azione di coordinamento e supporto di tutte le associazioni culturali cittadine che consenta maggiore continuità e radicamento alle attività promosse.

Dove vogliamo andare: i nostri obiettivi
  1. Animare un contesto culturale vivo, espressione di un dialogo costante tra la tradizione e il fermento tecnico ed espressivo della scena contemporanea locale e globale.

  2. Valorizzare il patrimonio materiale e immateriale del comune per risvegliare interesse, significati e attrattività. Maturare, specialmente nello sguardo delle nuove generazioni, l’attenzione per una ricchezza che unisce monumenti e sapienza artigiana, parchi archeologici e rievocazioni storiche, bellezze paesaggistiche e cultura agroalimentare. 
     
  3. Orvieto città vissuta e abitata che consideri i residenti come i veri attivatori dell’identità sociale e culturale della città, espressione di consapevolezza del valore intrinseco dei luoghi. 
     
  4. Sostenere il dialogo tra comune, associazioni e cittadinanza per la creazione di una rete culturale ispirata da uno spirito collaborativo e propositivo. Una fucina culturale per un progetto diffuso, accessibile e duraturo.
  • Creare le basi per fare di Orvieto la sede ideale di un distaccamento universitario coerente con la vocazione del nostro territorio e trasformare il comune in un luogo di formazione e di ricerca.
  • Candidare Orvieto ad ospitare “Manifesta”, la biennale europea itinerante d’arte contemporanea.
  • Rendere l’intero comune, centro storico e frazioni, uno spazio espositivo diffuso che dia voce ad artisti locali ed internazionali, estendendo oltre il perimetro della rupe la produzione e la fruizione culturale.
  • Valorizzare l’artigianato locale per preservarne la memoria come emblema identitario della comunità.
  • Attivare le tradizioni storiche locali per renderle motore di una nuova coesione sociale, territoriale ed intergenerazionale.
  • Potenziare la fruizione dei beni culturali avvicinando i residenti, soprattutto più giovani, alla scoperta del patrimonio artistico della città, dal centro storico alle frazioni (Settimana dell’Arte, ingresso gratuito).
  • Potenziare il sito archeologico del Fanum Voltumnae per fare di Orvieto il centro di una rete che coinvolga tutto il territorio della Tuscia e promuovere uno spirito collaborativo e di supporto tra le città coinvolte.
  • Candidare Orvieto ad entrare nella lista del patrimonio dell’umanità, insieme alle altre città della Tuscia, lanciando la candidatura con una nuova illuminazione della rupe tufacea.
  • Favorire una calendarizzazione degli eventi culturali organica, dinamica, partecipata e priva di sovrapposizioni.
  • Trasformare il Teatro Mancinelli in reale centro propulsore di cultura, istituendo una Compagnia Stabile del Teatro Mancinelli e avvicinando soprattutto le generazioni più giovani attraverso politiche di bigliettazione più dinamiche.
  • Collaborare attivamente con festival ed eventi promossi da associazioni locali e favorire gemellaggi e collaborazioni con altri festival, nazionali e non.
  • Istituire la Casa della Cultura e un comitato giovanile per sostenere ed ascoltare le “emergenze” culturali delle nuove generazioni.
  • Coinvolgere attivamente gli istituti scolastici nella pianificazione culturale per rafforzare il legame delle nuove generazioni con il territorio.
  • Dare più ampio respiro all’azione di supporto alla Nuova Biblioteca Pubblica “Luigi Fumi”, garantendo un orario di apertura che consenta l’utilizzo degli spazi dell’ex convento di San Francesco come luogo di studio, di ricerca e di formazione, ma anche di lavoro, di incontro e di organizzazione di manifestazioni culturali. A tal proposito si intende recuperare il progetto originario che prevedeva la presenza di un caffè in modo tale da arricchire l’offerta della biblioteca come luogo di aggregazione sociale.
  • Sostenere l’azione della Scuola Comunale di Musica “A. Casasole” promuovendone le attività e i corsi, con l’obiettivo di ricostituire l’orchestra giovanile.
  • Aprire un tavolo di confronto con la Regione Umbria per verificare la possibilità di aprire una ITS Academy (accademie politecniche biennali) nel territorio orvietano con le tematiche specifiche del nostro territorio e di quello umbro.
  • Coinvolgere e supportare le associazioni e i comitati di quartiere per un calendario di eventi più nutrito e partecipato, con l’obiettivo di diffondere un radicato senso di appartenenza della comunità alla storia e all’identità orvietane.
  • Collaborare con le organizzazioni locali e nazionali per promuovere una consolidata cultura del territorio e dei suoi prodotti tipici, inserendo a pieno titolo l’agroalimentare nel patrimonio culturale della città. A tal proposito, si intende sviluppare un nuovo e più strutturato dialogo con Slow Food per la promozione della cultura enogastronomica di Orvieto.

Turismo e marketing

La promozione della città ha portato risultati soddisfacenti dal punto di vista degli arrivi, ma i dati sulle presenze rappresentano un campanello d’allarme per lo stato di salute dell’industria del settore. Il turismo esperienziale, più coerente con la naturale vocazione del territorio, ha lasciato negli anni il posto ad una fruizione più repentina che premia i numeri degli accessi ai principali monumenti di Orvieto, dimenticando però il territorio nel suo complesso.

L’area marketing e promozione del comune non sembra aver mai goduto di un’attenzione specifica quindi, ad oggi, non appare del tutto adeguata a fornire soluzioni e prospettive per lo scenario contemporaneo.

La cura di aspetti connessi alla comunicazione dell’identità del territorio e delle sue risorse non risulta inserita all’interno di una riflessione e uno sguardo articolato, consapevole e di lungo periodo.

Dove vogliamo andare: i nostri obiettivi
  1. Favorire un turismo esperienziale centrato sulla qualità rispetto alla quantità. Promuovere Orvieto e l’Orvietano come luoghi del buon vivere in cui sperimentare una dimensione sociale umana, una lentezza buona e una cultura del gusto autentica e sostenibile.

  2. Valorizzare l’immagine e la visibilità di Orvieto su scala locale, nazionale e internazionale. Raccontare in maniera efficace la città e il territorio: le sue ricchezze e le diverse anime così da offrire un’immagine autentica, sfaccettata e al tempo stesso accattivante e trasversale.

  3. Rafforzare e sviluppare gli strumenti e le attività di comunicazione necessari per incentivare settori sensibili per il comune quali turismo, cultura e promozione, fondando questi processi su criteri di alta competenza e creatività.
  • Avviare campagne di promozione turistica volte ad attrarre un turismo che prediliga un’esperienza totale del territorio orvietano, con iniziative dirette a favorire la permanenza dei visitatori nel territorio.
  • Adottare una serie di strategie adatte a creare il più elevato grado di soddisfazione del turista per incentivarlo a tornare a Orvieto e a non vedere la città come semplice tappa occasionale.
  • Promuovere il brand “Tuscia”, ponendo Orvieto come capofila di un territorio che includa i comuni limitrofi della Toscana e del Lazio, favorendo un’osmosi turistica tra le aree coinvolte.
  • Consolidare l’offerta turistica e culturale estiva e potenziare quella invernale in stretta collaborazione con le associazioni e le risorse del territorio, garantendo un calendario di eventi e di manifestazioni in ogni stagione.
  • Promuovere Orvieto come città del Corpus Domini, attivando contatti e collaborazioni con città e Paesi stranieri dove tale ricorrenza è festa nazionale, per promuovere scambi culturali, turistici, economici e commerciali. 
  • Promuovere Orvieto come sede congressuale per manifestazioni di piccole e medie dimensioni, in dialogo costruttivo con gli operatori del settore e valorizzando Palazzo del Popolo, dotandolo dei servizi necessari per l’attività di centro congressi.
  • Supportare l’industria dell’ospitalità e della ristorazione attraverso una semplificazione e una guida nel processo di ristrutturazione o apertura di nuove strutture, garantendo il sostegno da parte del nascituro ufficio gare dedicato all’europrogettazione.
  • Collaborare con gli operatori turistici e con l’industria ricettiva per la creazione e la vendita di “pacchetti excelsior” e di voucher vacanza/esperienza (vedi modello Piemonte: 2 notti + 2) nei mesi di bassa stagione. 
  • Implementare Orvieto Experience per il potenziamento e la digitalizzazione della proposta turistica e culturale della città, anche attraverso la creazione di guide, mappe interattive e percorsi tematici (enogastronomici, medievali, di artigianato, etc.), incentivando la scoperta della città a piedi.
  • Collaborare con le attività agrituristiche, con i frantoi e con le cantine del territorio per la creazione di itinerari percorribili in bici, a piedi e tramite navette per vivere il territorio in tutte le sue bellezze, anche al di fuori del centro storico.
  • Valorizzare il territorio anche attraverso un maggiore supporto ai soggetti che operano nel turismo dei cammini.
  • Potenziare il servizio offerto da Carta Unica in modo tale da permettere al turista un’esperienza a 360° di tutto il territorio.
  • Creare un deposito bagagli presso la Stazione Ferroviaria di Orvieto e/o Piazza Cahen.
  • Potenziare l’offerta dell’ufficio turistico perché diventi un vero punto di riferimento per i visitatori che intendano esplorare la città ed il suo territorio.
  • Riqualificare i luoghi di accesso alla città, con un’attenzione particolare rivolta agli spazi di Piazza della Pace e della stazione ferroviaria. 
  • Creare Laboratorio Creativo Orvieto. Un laboratorio, una società di servizi controllata totalmente dal comune, volta a curare, grazie a personalità competenti (videomaker, copywriter, grafici ed esperti di marketing territoriale) prodotti e attività per lo sviluppo della comunicazione.
  • Realizzare un brand unico, identificativo per la città di Orvieto, strategico nella comunicazione. Si considera, a tal riguardo, anche la possibilità di ritornare all’utilizzo di “Orvieto Città Narrante”, claim ideato negli anni Novanta da Piergiorgio Maoloni.