Amministrazione partecipata e digitalizzazione

I punti programmatici che seguono rappresentano la sintesi delle proposte concrete elaborate da Nova per la città di Orvieto, una serie di strumenti fondati su una visione a lungo termine, organica e condivisa. Si tratta del frutto di un lungo processo di studio, discussione e confronto con cittadinanza, associazioni ed esperti, portato avanti per mezzo di incontri, assemblee, del laboratorio di progettazione partecipata Innova e di eventi con focus tematici. Una proposta che trova senso e valore proprio nella dimensione partecipata della sua fase di sviluppo, volutamente concepita come intreccio di saperi competenti, voci della comunità e idee innovative. L’eterogeneità e la trasversalità che caratterizzano Nova sono espresse nell’elaborazione di questi punti: rappresentano il tentativo di riflettere sulle esigenze di un territorio attraverso la pluralità di cittadine e cittadini che lo abitano, al di là di barriere e pregiudizi ideologici. Per una presentazione più analitica dei contenuti qui raccolti rimandiamo alla pagina “Aree di sviluppo” del nostro sito internet novaorvieto.it.

Amministrazione partecipata e digitalizzazione

1. Investire nella digitalizzazione e nello sviluppo tecnologico secondo una visione di lungo termine finalizzata a snellire le procedure amministrative e fondata su principi di trasparenza, innovazione ed efficienza, tramite:

– Implementazione ed utilizzo di  adeguati software di analisi dati e reportistica.

– Realizzazione di un portale istituzionale chiaro, interattivo e di semplice utilizzo per consentire al cittadino l’accesso a quante più informazioni possibili sulle azioni del comune.

2. Concretizzare percorsi di amministrazione condivisa.
Incentivare tutti quei processi utili a rendere la cittadinanza consapevole, informata e attiva affinché possa fare proposte, partecipare alle decisioni, gestire beni comuni, monitorare e valutare l’attuazione di politiche pubbliche per mezzo di strumenti di democrazia partecipativa.

– Istituire periodiche assemblee pubbliche, suddivise per aree territoriali, atte a interagire con l’amministrazione, discutere e presentare richieste, valutare l’operato politico.

– Incentivare patti di collaborazione per concretizzare la partecipazione della cittadinanza (abitanti, gruppi informali, associazioni) nella cura di beni comuni materiali e immateriali.

– Praticare politiche di Bilancio Partecipato per condividere con cittadine e cittadini scelte relative alla destinazione di risorse pubbliche.

3. Curare e intensificare i rapporti con le istituzioni regionali, con comuni dell’area interna, della zona sociale e con tutte le realtà aperte a pratiche virtuose di amministrazione condivisa. Attivare una sinergia per:

– Rinsaldare o aprire canali di collaborazione con società private e associazioni del territorio.


– Favorire l’unione di comuni prendendo come riferimento il sistema locale del lavoro, costruendo, quindi, un movimento di aggregazione e collaborazione di comuni non solo per esigenze amministrative ma per restituire voce e peso politico a un intero territorio.


– Sostenere e promuovere una rete delle città, anche al di fuori dei confini regionali, per unire forze e strategie.

Ambiente, territorio e sostenibilità

1. Sviluppare progetti sulle energie rinnovabili che siano dimensionati rispetto al contesto storico, paesaggistico e ambientale del territorio, per incentivare attraverso le comunità energetiche un sistema più sostenibile e partecipativo e contrastare i macro progetti industriali basati su logiche estrattive e speculative.

2. Costruire una rete locale per la promozione e valorizzazione dei prodotti agricoli e alimentari provenienti da filiera corta e a km0 con un proprio punto vendita. Un vero e proprio hub, un centro di incontro, di confronto, educazione ambientale e divulgazione di buone pratiche per la sostenibilità.

 

3. Sostenere il recupero ecologico e la valorizzazione di aree dismesse, di sentieri e cammini attraverso il coinvolgimento di enti e associazioni per mezzo di patti di collaborazione.
Censire tutti i beni agricoli e forestali del comune per riuscire a rivalutarli all’interno di progetti di sviluppo e promuovere l’accesso alla terra per le nuove generazioni.

 

4. Aderire al biodistretto del lago di Bolsena per la valorizzazione e la tutela, come rete, delle risorse locali. Consolidare i rapporti con l’autorità di bacino e altri enti impegnati nella gestione e nel monitoraggio delle emergenze climatiche e degli ecosistemi.

 

5. Istituire un FabLab: un laboratorio multifunzionale dedicato all’economia circolare in grado di veicolare informazioni, promuovere la cooperazione per la riparazione di oggetti, il loro recupero e valorizzazione.

 

6. Stimolare il modello delle CSA (Community Supported Agriculture), quindi una relazione diretta di partenariato tra uno o più agricoltori e una comunità di sostenitori/consumatori uniti tra loro in rete.

 

7. Aderire alla Rete europea delle città libere da pesticidi e inserire il territorio orvietano all’interno del Registro Nazionale dei paesaggi rurali tradizionali e valorizzare coltivazioni e conoscenze ad essi legate.

 

8. Dar vita a campagne cadenzate di sensibilizzazione ed educazione alla sostenibilità, in collaborazione con tutti gli istituti scolastici, attraverso il coinvolgimento di realtà, associazioni e aziende impegnate in pratiche agricole virtuose e progetti di tutela ambientale.

Economia, Lavoro e Sviluppo

1. Costituire una società privata a controllo pubblico in partenariato con un soggetto qualificato, verticale e competente nel settore dell’europrogettazione per rafforzare il sistema di reperimento fondi. Una struttura dedicata, messa anche a disposizione della cittadinanza, quotidianamente impegnata nella ricerca, nella progettazione e nella raccolta di finanziamenti regionali, nazionali ed europei. Allo stesso tempo rivolgere attenzione ai fondi privati, attraverso canali alternativi che il mercato mette a disposizione, come il crowdfunding, utilizzabili per sostenere progetti di utilità pubblica.

 

2. Razionalizzare le risorse di bilancio e internalizzare alcuni servizi pubblici di facile gestione al fine di ottimizzare le linee di costo-ricavo e aumentare le marginalità per l’amministrazione. Creare una società privata multiservizi a controllo pubblico dedicata alla gestione degli attrattori turistici, delle sanzioni amministrative del codice della strada e al controllo finanziario degli asset attivi e passivi di bilancio.

 

3. Praticare politiche di Bilancio Partecipato, da un lato quale strumento di rendicontazione sociale, trasparente, accessibile e fruibile, dall’altro come strumento economico di governo democratico a disposizione della cittadinanza per favorire una allocazione consapevole e condivisa delle risorse economiche.

 

4. Incentivare l’economia reale e locale attraverso lo sviluppo di un portale unico web, dedicato alla filiera fornitori-clienti, all’incontro tra risorse umane e opportunità di lavoro e alla promozione commerciale di prodotti e servizi sotto un unico “marchio Orvieto”. Avviare quindi un processo di creazione di valore interno, attraverso il rafforzamento della filiera locale, la formazione e la specializzazione delle risorse umane e la crescita di un brand commerciale locale.

 

5. Promuovere il territorio orvietano quale luogo di residenza con alto indice di qualità della vita, sensibilizzando le grandi aziende, presenti nelle città geograficamente prossime, su un concetto di un welfare allargato, con lo scopo di ottenere supporto nella creazione di progetti di lavoro da remoto, favorendo così la residenzialità dei loro dipendenti sul territorio Orvietano.

 

6. Dare vita ad un “Incubatore Pubblico” rivolto alle startup innovative, offrendo spazi di lavoro, strumenti, servizi. Interloquire con soggetti qualificati quali Invitalia e Fondi per organizzare eventi specifici sul settore e mettere a disposizione risorse economiche per lo sviluppo dei progetti imprenditoriali.

 

7. Promuovere il collocamento del primo Basket Bond “Filiera Orvieto”, uno strumento di debito privato, sottoscritto da Investitori Qualificati, per rendere accessibili alle imprese locali forme di finanziamento alternative ai tradizionali canali bancari.

 

8. Progettare il collocamento del primo “Certificato di Deposito comunale” riservato ai soli cittadini residenti con la finalità di canalizzare il risparmio privato verso progetti di utilità collettiva all’interno del comune.

 

9. Promuovere il collocamento degli NFTs (non-fungible token, gettoni non fungibili) riguardanti il patrimonio artistico e culturale di proprietà del comune.  

Benessere, prevenzione e salute

1. Attuare un’efficace politica di promozione della salute e di prevenzione in grado di:

– Promuovere opportune campagne di sensibilizzazione a cadenza regolare e diffuse sul territorio su temi di salute pubblica, prevenzione e corretti stili di vita, collaborando con associazioni, scuole, usl ed enti locali.

– Recuperare e implementare il progetto Orvieto Cardioprotetta promuovendo corsi di BLS-D (manovre di primo soccorso con l’impiego di defibrillatore).

– Migliorare l’offerta dei menù scolastici in termini di qualità delle materie prime.

– Ripensare lo spazio pubblico della città per favorire il movimento e l’attività fisica nella quotidianità incoraggiando gli spostamenti a piedi (gruppi di cammini, percorsi pedonali, PEDIBUS).

– favorire il volontariato in ambito sanitario e la pet therapy.

– avvicinare la fascia più anziana della popolazione a validi percorsi di socialità, collaborando con realtà già esistenti e impegnandosi nel favorire l’abbattimento delle barriere architettoniche.

2. Istituire un osservatorio permanente che connetta comune, direzione territoriale e ospedale per monitorare e rispondere in rete alle necessità del territorio.

 

3. Istituire un tavolo permanente di associazioni e società sportive per 

– monitorare con costanza le esigenze specifiche in termini di strutture, formazione e risorse cooperando a uno sviluppo organico dell’offerta sportiva sul territorio e incrementandone la percentuale di fruitori.

– coprogettare ed elaborare una proposta condivisa di inclusione sociale attraverso lo sport e di promozione di uno stile di vita attivo in collaborazione con le scuole e i centri di aggregazione sociale. 

– istituire giornate di sport in piazza.

4. Seguire lo sviluppo della Casa e dell’ospedale di Comunità per monitorarne lo stato di avanzamento, l’effettivo finanziamento in toto del progetto e il livello di integrazione del presidio nel contesto cittadino.

 

5. Proseguire e consolidare l’interlocuzione con USL Umbria 2 e Regione, coinvolgendo altri comuni umbri, al fine di:

– Ottenere un maggior numero di specialisti attivi puntando su attrattività in termini di crescita professionale, possibili benefit con fondi aree interne nei primi mesi, facilitazioni nell’inserimento nel territorio.
Con l’obiettivo di potenziare l’assistenza integrata; garantire la presenza di servizi e prestazioni, anche specialistiche, sul territorio e al domicilio del paziente; realizzare pienamente il DEA di I livello con effettiva funzionalità dei settori previsti.

– Verificare ed efficientare il sistema di comunicazione con i restanti centri di riferimento sia intra che extra USL, definendo e migliorando percorsi di cura e implementando il sistema di comunicazione e trasporto centro (Hub) – periferia (Spoke).

– Sostenere l’attivazione di strutture per le cure intermedie sia residenziali (RSA e Hospice) che semiresidenziali (centri diurni).

– Ottimizzare il servizio del CUP unico regionale con l’obiettivo di garantire adeguata accessibilità alle cure all’interno del sistema sanitario nazionale.

6. Ripristinare sul territorio comunale, in collaborazione con altri comuni limitrofi, un punto di intervento sanitario dedicato al fenomeno del randagismo.
Valorizzare e sostenere il lavoro delle associazioni locali che si adoperano per la tutela degli animali e promuovere incontri, a vari livelli, sul tema del benessere animale.

Politiche sociali, inclusione e pari opportunità

1. Creare e coordinare una rete degli enti del terzo settore presenti sul territorio, per individuare bisogni, criticità e soluzioni per la comunità raccolte in un’unica strategia di coprogrammazione e sviluppo sociale organica e diversificata. 
Costituire tavoli di lavoro tematici permanenti che uniscano associazioni, enti e comuni.

2. Realizzare un portale web per il sociale capace di offrire uno spazio digitale alla rete, fungere da database, garantire ampia visibilità ai suoi membri e veicolare notizie, eventi, giornate tematiche, specifiche opportunità di formazione e sviluppo.

 

3. Dar vita a poli sociali-espressivi-ricreativi adeguati per le fasce di età e al tempo stesso strettamente interconnessi tra loro: luoghi di incontro direttamente partecipati e animati dalle associazioni locali e gruppi di studenti, in grado di ospitare eventi, spettacoli, corsi e laboratori.
Luoghi privilegiati per l’attivazione di percorsi di inclusione sociale, prevenzione e contrasto al disagio giovanile.

4. Sviluppare e promuovere uno sportello psicologico in contesto extrascolastico, gratuito e realmente accessibile alla fascia più giovane.

 

5. Implementare politiche efficaci di sostegno alla genitorialità, potenziando i servizi locali dedicati all’infanzia e alla conciliazione famiglia-lavoro, anche nella prospettiva di percorsi verso l’equità di genere.

 

6. Coinvolgere i genitori in percorsi di formazione e supporto, con l’ausilio di esperti e la messa a disposizione di spazi idonei, in stretta collaborazione con le giovani generazioni  nello sviluppo dei contenuti.

 

7. Avviare progetti di incontro e apprendimento tra generazioni, con focus sull’integrazione tra attività di centri per anziani e scuole dell’infanzia ed elementari attraverso giornate a tema, interviste, laboratori, teatro, orto condiviso.

 

8. Promuovere eventi in città a sostegno di una cultura della diversità, dell’inclusione, dell’intercultura in ottica positiva e propositiva con focus su etnie presenti sul territorio.

 

9. Realizzare una scuola diffusa, ovvero una connessione di persone, luoghi, competenze e maestranze aperta alla cittadinanza e visibile online, in un’ottica di valorizzazione di saperi e arti popolari e non.

Urbanistica e patrimonio

1. Progettare un masterplan per stabilire una strategia di intervento a lungo termine e fornire una visione d’insieme che diventi elemento guida di una pianificazione dettagliata delle varie parti della città, suddivise in zone di intervento e scalari nel tempo, così da evitare interventi inutili, risparmiare risorse e utilizzare, in maniera razionale, quelle disponibili.

Attraverso il masterplan si andrà ad agire in maniera coerente ed unitaria per:

 

– Riorganizzare la mobilità, l’accessibilità, le aree a parcheggio e i collegamenti nel territorio in un’ottica di sostenibilità e funzionalità.

– Rigenerare il verde urbano e crearne di nuovo, connesso col territorio e dotato di servizi e attrezzature per attività fisica, ricreativa e di utilità sociale.

– Tutelare e valorizzare il patrimonio esistente favorendone la fruizione da parte della collettività.

– Rigenerare luoghi pubblici, zone periferiche, piazze e vuoti urbani per donare vita a spazi collettivi e multifunzionali con particolare attenzione agli accessi alla città.

– Prevedere il recupero di edifici esistenti dismessi, evitando in questo modo nuove costruzioni e consumo di suolo.

2. Individuare delle celle di osservazione che monitorino i percorsi e le difficoltà riscontrate dalla comunità rispetto ad una corretta fruizione, creando così un contenitore di dati e diagrammi che diano informazioni sullo stato di fatto del territorio, su cui basare azioni di intervento ragionate.

 

3. Implementare un’illuminazione del centro storico che valorizzi il tessuto architettonico della città, proponendo soluzioni che sappiano conciliare l’aspetto dell’efficientamento energetico con il profilo estetico.

 

4. Aggiornare e far rispettare il regolamento per l’arredo e il decoro dell’ambiente urbano esistente per assicurare adeguati livelli qualitativi con particolare riferimento ai beni di interesse storico, artistico, ambientale, monumentale e architettonico.

 

5. Coinvolgere la cittadinanza in proposte ragionate per la riqualificazione della Caserma Piave guardando con interesse a progetti come il M.O.S.T. (Museo dei Tesori nascosti) e individuandola anche come potenziale sede di un distaccamento universitario e centro di studio e ricerca.

Mobilità e trasporti

1. Tessere una rete di collaborazioni e sinergie con i comuni del territorio per conferire a Orvieto il ruolo di capofila nella risposta alle esigenze di trasporto di un’area che si estende ben oltre i confini comunali, valorizzando la posizione strategica della fermata orvietana lungo l’asse ferroviario Roma-Firenze. Fare rete è necessario per assumere una posizione più rilevante all’interno del territorio che va dall’alto Lazio alla bassa Toscana in modo da ottenere collegamenti più frequenti e più veloci con i grandi centri vicini.

 

2. Migliorare il sistema di mobilità pubblica all’interno del comune e nel comprensorio promuovendo un’alternativa di spostamento condivisa e sostenibile. Prolungare alcuni servizi come quello della funicolare, specialmente durante eventi e festival. Organizzare in maniera programmatica l’intermodalità tra i servizi e garantire ai cittadini, non solo ai turisti, di vivere al meglio il centro e le frazioni liberando strade e piazze per restituirle alla cittadinanza come luoghi di attività e incontro.

3. Ottimizzare la gestione delle aree dedicate alla sosta per l’accesso al centro storico con criteri ben definiti e differenti a seconda delle categorie di fruitori: residenti, non residenti/lavoratori e turisti anche attraverso nuove infrastrutture in accordo con il masterplan urbanistico.

 

4. Sensibilizzare sul tema della mobilità sostenibile attraverso campagne educative ed eventi, come giornate dedicate nelle scuole, adesione alla Settimana Europea della Mobilità Sostenibile, iniziative “strade scolastiche” – le strade sicure perché escluse al traffico dei veicoli – e pedibus.

 

5. Potenziare l’infrastruttura ciclabile e pedonale, specialmente sulla viabilità principale, individuando percorsi che connettano centri abitati-attività-scuole e forniscano alternative sicure per ciclisti e pedoni. 
Incentivare gli spostamenti a piedi e in bicicletta attraverso premialità e bonus (adesione al progetto bike-to-work, programmi fedeltà che coinvolgano commercianti e utilizzatori di mezzi green, gamification per motivare le persone a raggiungere obiettivi socio-ambientali) e realizzare servizi accessori come parcheggi sicuri per biciclette (rastrelliere o bike box) in prossimità di punti strategici di mobilità alternativa (come la funicolare).

6. Potenziare la rete di colonnine di ricarica per auto elettriche con nuove installazioni nei medi e grandi parcheggi, a servizio delle attività commerciali e delle strutture nelle quali si prevede una lunga sosta.

Cultura e formazione

1. Creare una fondazione di comunità che metta a sistema i luoghi della cultura e della formazione, creando hub culturali e trasformando il Comune in uno spazio performativo ed espositivo diffuso che dia voce ad artisti locali ed internazionali, estendendo oltre il perimetro della rupe la produzione e la fruizione culturale.

 

2. Rendere Orvieto la sede di un polo universitario e di un Istituto Tecnico Superiore (ITS Academy) per trasformare il comune in un luogo di ricerca e formazione, guardando alle generazioni più giovani, con ricadute positive sulle imprese e le attività del territorio.

 

3. Portare in città eventi nazionali ed internazionali legati a tutte le arti. Candidare Orvieto ad ospitare “Manifesta”, la biennale europea itinerante d’arte contemporanea. Collaborare attivamente con festival ed eventi promossi da associazioni locali e favorire gemellaggi e collaborazioni con altri festival, nazionali e non.

 

4. Trasformare il Teatro Mancinelli in reale centro propulsore di cultura, istituendo una Compagnia Stabile del Teatro Mancinelli per la produzione di spettacoli.

 

5. Istituire la Casa della Cultura e un comitato giovanile per sostenere ed ascoltare le “emergenze” culturali delle nuove generazioni, coinvolgendo attivamente anche gli istituti scolastici nella pianificazione culturale.

 

6. Sostenere il dialogo tra comune, associazioni e cittadinanza per la creazione di una rete culturale, favorendo una calendarizzazione degli eventi culturali organica e partecipata.

 

7. Attivare le tradizioni storiche locali per renderle motore di una nuova coesione sociale, territoriale ed intergenerazionale. Valorizzare l’artigianato locale per preservarne la memoria come emblema identitario della comunità e promuovere una consolidata cultura del territorio e dei suoi prodotti tipici, inserendo a pieno titolo l’agroalimentare nel patrimonio culturale della città.

Turismo e marketing

1. Potenziare il sito archeologico del Fanum Voltumnae e promuovere la rete delle città della Tuscia, sviluppando una collaborazione attiva e concreta con le amministrazioni di questa macro-area che abbraccia Umbria, Lazio e Toscana. Lanciare la candidatura UNESCO delle Rupi della Tuscia, da Orvieto a Civita, da Pitigliano a Calcata.

 

2. Avviare campagne di promozione turistica volte ad attrarre un turismo lento che prediliga un’esperienza totale del territorio orvietano, con iniziative dirette a favorire la permanenza e la destagionalizzazione, collaborando con gli operatori turistici per la creazione e la vendita di pacchetti nei mesi di bassa stagione.

 

3. Collaborare con le attività agrituristiche, le aziende agricole, i frantoi e le cantine del comprensorio alla creazione di itinerari percorribili in bici, a piedi e raggiungibili tramite navette con l’obiettivo di proporre il territorio in tutte le sue bellezze, oltre il centro storico, dando supporto anche ai soggetti che operano nel turismo dei cammini.

 

4. Creare Laboratorio Creativo Orvieto. Un laboratorio, una società di servizi controllata totalmente dal comune, volta a curare, grazie a personalità competenti (videomaker, copywriter, grafici ed esperti di marketing territoriale) prodotti e attività per lo sviluppo della comunicazione, realizzando un marchio unico, identificativo per la città di Orvieto, verso una narrazione digitale unitaria, autentica e creativa.

 

5. Implementare Orvieto Experience per il potenziamento e la digitalizzazione della proposta turistica e culturale della città, anche attraverso la creazione di guide, mappe interattive e percorsi tematici, incentivando la scoperta della città a piedi.

 

6. Promuovere Orvieto come città del Corpus Domini, attivando contatti e collaborazioni con città e Paesi stranieri dove tale ricorrenza è festa nazionale, per promuovere scambi culturali, turistici, economici e commerciali.

 

7. Promuovere Orvieto come sede congressuale per manifestazioni di piccole e medie dimensioni, in dialogo costruttivo con gli operatori del settore e valorizzando Palazzo del Popolo, dotandolo dei servizi necessari per l’attività di centro congressi.

 

8. Riqualificare i luoghi di accesso alla città, con un’attenzione particolare rivolta agli spazi di Piazza della Pace, della stazione ferroviaria e Via Angelo Costanzi.

 

9. Collaborare con l’Osservatorio sulla Tassa di Soggiorno per l’implementazione di politiche volte alla promozione del territorio.