Ancora non esistono veri e propri strumenti di coinvolgimento politico della cittadinanza.
I siti istituzionali appaiono carenti rispetto a coerenza grafica, usabilità, funzionalità partecipative per la cittadinanza, risorse digitali e reperimento di informazioni. Non del tutto organica e fluida risulta, inoltre, la comunicazione e la collaborazione tra i vari rami dell’amministrazione comunale. Non emerge la presenza di un vero piano strategico, unitario e di ampia visione, nella gestione dei rapporti con la Regione e con società private presenti nel territorio.
Negli ultimi anni il comprensorio orvietano è stato preso d’assalto da progetti speculativi ad alto impatto ambientale: ettari ed ettari di monocolture intensive, di fotovoltaico a terra a discapito di suolo agricolo, di mega impianti eolici con massiccia impronta ecologica.
Non esiste un progetto concreto per la diffusione e il sostegno di buone pratiche agricole, ben integrate nell’ecosistema, così come appare scarsamente valorizzata la filiera della produzione a km 0 e poco facilitato l’incontro tra produttori locali e consumatori. Risultano appena battuti dei percorsi di sensibilizzazione della collettività rispetto a tematiche ambientali e al valore dell’economia circolare.
Il sistema di reperimento fondi pubblici, sia nazionali che europei, riscontra carenza di personale e know how, non permettendo, dunque, di sfruttare a pieno le risorse economiche messe a disposizione a vari livelli. Inoltre, allo stato odierno, il comune non coglie interamente il potenziale offerto da forme di finanza alternativa, ovvero di operazioni al di fuori del circuito bancario, precludendo all’amministrazione la possibilità di ottenere fondi esterni al sistema tradizionale.
Ad oggi la maggior parte dei servizi pubblici di semplice gestione sono esternalizzati con un sistema di appalto che segue la logica, per il lato appaltatore, del minor costo e del massimo profitto. Il comune, infine, non dispone di una mappatura chiara e trasparente degli asset patrimoniali.
Il tessuto imprenditoriale appare poco connesso, ne consegue una filiera economica locale debole e il ricorso a clienti e fornitori al di fuori dell’ecosistema locale anche per prodotti e servizi reperibili direttamente sul territorio. L’offerta di lavoro risulta scarseggiare, peraltro debolmente attratta dalla domanda locale.
Il comune, con un’età media tra le più alte d’Italia, assiste a un trend demografico fortemente negativo, nel quale lo spopolamento relativo alla fascia più giovane sembra in buona parte imputabile alla carenza di opportunità di formazione e di lavoro qualificato.
Le caratteristiche demografiche e i dati epidemiologici mettono in risalto che i bisogni assistenziali nel territorio sono legati principalmente alla cronicità.
Non sembra opportunamente diffusa la coscienza del ruolo che ogni cittadino riveste nel concorrere ad una prevenzione efficace e di qualità. A livello generale si rileva scarsa consapevolezza dell’incidenza della cultura di uno stile di vita sano, adottato fin dall’infanzia, sul benessere psicofisico e sull’aspettativa di vita libera da malattia.
Mancano sul territorio strutture di cura intermedie quali Residenze Protette e Hospice per prestazioni assistenziali di cure palliative, nonché di centri semiresidenziali.
A causa della mancanza di personale e di risorse opportune si riscontra difficoltà ad effettuare prestazioni specialistiche, anche di primo livello, entro i tempi congrui e vicino al proprio domicilio.
La dimensione del benessere animale appare sottovalutata e scarsamente innestata su un discorso più ampio di salute pubblica.
– Promozione dello sport e dell’attività fisica come strumento fondamentale per il mantenimento di una popolazione sana.
I vari enti del terzo settore attivi sul territorio si trovano ad operare in maniera slegata, senza un processo condiviso di pianificazione e un’azione di coordinamento efficace. Il desiderio di apportare il proprio contributo sia come singoli cittadini che come associazioni non risulta adeguatamente ascoltato, valorizzato e supportato.
Mancano spazi, occasioni e progetti di ampio respiro per la fascia più giovane, così come politiche di coinvolgimento attivo per la terza età. E’ necessario veicolare maggiormente temi di forte interesse sociale e pensare in modo organico l’inclusione delle minoranze presenti nel comprensorio.
Sul territorio comunale gli spazi pubblici di aggregazione sociale risultano modesti e privi di infrastrutture che permettano ai cittadini di viverli. Il verde urbano presente risulta privo di servizi e di adeguata e costante manutenzione. Le aree periferiche sono debolmente connesse ai punti di interesse e al centro storico, a cui ha accesso quotidianamente un numero elevato di mezzi privati, da servizi di trasporto carenti. Si riscontra così, difficoltà nel reperire parcheggi e un’importante presenza di barriere architettoniche. Il patrimonio storico-artistico non è valorizzato nella sua interezza, mancando, nella città intera, anche uniformità di insegne e vetrofanie.
L’utilizzo del mezzo privato per gli spostamenti ordinari sul territorio comunale appare eccessivo, fortemente connesso alla carenza del servizio di trasporto pubblico, oltre che alla mancanza di promozione di una mobilità sostenibile. Si rileva, a questo proposito, il frequente congestionamento del traffico lungo le arterie urbane.
Le aree adibite a parcheggio, specialmente nell’area del centro storico, appaiono mal ripartite, ciò non valorizza piazze e vie pedonali e non consente alla cittadinanza di usufruire degli spazi urbani in maniera adeguata.
Nonostante Orvieto si trovi lungo l’asse ferroviario Roma-Firenze, le corse dei treni utili ai pendolari per raggiungere le grandi città sono giudicate assolutamente insufficienti.
Manca, infine, un piano di lungo periodo in grado di dare risposte concrete alle necessità legate al processo di transizione elettrica cui assisteremo nel futuro prossimo.
Il patrimonio culturale, materiale ed immateriale, di Orvieto non è del tutto valorizzato. Manca un coinvolgimento attivo dei residenti e, soprattutto, delle generazioni più giovani nella fruizione e nella programmazione culturale della città. Ciò si traduce in una progettazione priva di una chiara visione che dimentica di abbracciare con maggiore convinzione le istanze che emergono dalla società contemporanea.
Nonostante la presenza di numerose realtà sul territorio, Orvieto fatica a ritagliarsi un ruolo di rilievo nel panorama della produzione culturale. Manca una sistematica azione di coordinamento e supporto di tutte le associazioni culturali cittadine che consenta maggiore continuità e radicamento alle attività promosse.
La promozione della città ha portato risultati soddisfacenti dal punto di vista degli arrivi, ma i dati sulle presenze rappresentano un campanello d’allarme per lo stato di salute dell’industria del settore. Il turismo esperienziale, più coerente con la naturale vocazione del territorio, ha lasciato negli anni il posto ad una fruizione più repentina che premia i numeri degli accessi ai principali monumenti di Orvieto, dimenticando però il territorio nel suo complesso.
L’area marketing e promozione del comune non sembra aver mai goduto di un’attenzione specifica quindi, ad oggi, non appare del tutto adeguata a fornire soluzioni e prospettive per lo scenario contemporaneo.
La cura di aspetti connessi alla comunicazione dell’identità del territorio e delle sue risorse non risulta inserita all’interno di una riflessione e uno sguardo articolato, consapevole e di lungo periodo.
NOVA
Piazza Gualterio n. 1
05018 – Orvieto (TR)
info@novaorvieto.it
C.F. 90021810552
privacy policy